Nizza cosmopolita

Città cosmopolita, Nizza è da sempre terra d’accoglienza per i popoli provenienti da tutto il mondo.
Di questi conserva usi e particolarità, nonché numerose tracce disseminate in città

Visitare Nizza è un po’ come fare il giro del mondo senza uscire dalla città. Qui troviamo infatti un po’ d’Inghilterra, Russia, Germania, Torino e Genova.

Nizza, l’influenza britannica

La Promenade des Anglais

Verso il 1760 i primi villeggianti invernali inglesi iniziano ad arrivare a Nizza; fra questi vi era Tobias Smollett che la rese famosa attraverso i suoi scritti. È l’inizio di un cambiamento drastico che segna la nascita del turismo invernale in Riviera.

La Promenade des Anglais diventerà ben presto il simbolo di Nizza. Tuttavia, le influenze inglesi sono presenti in molte altre parti della città, così come nelle abitudini… Infatti, la maggior parte degli inglesi fanno costruire le loro case nel quartiere Buffa, che sarà chiamato Newborough o Little London.

Nel 1822 il maltempo causò cattivi raccolti e miseria. Il ministro anglicano Lewis Way lanciò una sottoscrizione tra i suoi compatrioti per dare lavoro agli abitanti. L’idea era di costruire una strada larga due metri dal Paillon all’attuale rue Meyerbeer. L’opera fu completata nel 1824. Gli abitanti di Nizza lo chiamavano lou camin dei Inglés ovvero Le chemin des Anglais, diventato poi Promenade des Anglais.

Sulle colline

Nel 1861, lo scozzese Sir Thomas Coventry iniziò una tradizione che sussiste ancora oggi: il colpo di cannone dalla colline du Château a mezzogiorno preciso! Certi sostengono che venisse tirato per soddisfare la necessità della popolazione che si lamentava di non sapere che ora fosse, mentre altri pensano che fosse semplicemente un modo per ricordare alla moglie, piuttosto chiacchierona, di affrettarsi a tornare a casa dalla passeggiata per l’ora del pranzo.

Il XIX secolo ha visto non solo la nobiltà britannica, ma anche la regina Vittoria in villeggiatura a Nizza. L’Excelsior Régina Palace è stato costruito appositamente per accoglierla. Situato a est della città, sulla collina di Cimiez, la ospitò per diversi inverni. Questo immenso edificio dove qualche anno più tardi Matisse lavorò e visse, accanto al museo a lui dedicato, rappresenta ancora oggi uno dei gioielli della Nizza britannica.

Nizza, la piccola Russia

La comunità russa ha lasciato un’eredità importante a Nizza, prima di tutto la cattedrale russo ortodossa San Nicola. È uno dei monumenti più visitati di Nizza, insieme al museo monografico dedicato a Marc Chagall, pittore russo -oggi bielorusso- di origine ebraica.

La sua storia inizia nel XIX secolo. Dopo la guerra di Crimea, serviva una base navale nel Mediterraneo, così i russi, guidati dalla famiglia imperiale, si stabilirono nella regione. Quando Nizza divenne francese, le relazioni tra Francia e Russia si rafforzarono e gli aristocratici russi decisero di continuare a soggiornare qui.

Il retaggio

Oggi restano numerose testimonianze della loro presenza:

Nel centro di Nizza, in rue Longchamp, la prima chiesa ortodossa fu costruita nel 1859 su iniziativa dell’imperatrice Alexandra Feodorovna. Con la crescita della comunità russa, la necessità di un luogo di preghiera ortodosso appropriato si fece sentire. La costruzione della cattedrale di San Nicola iniziò nel 1903 e la cappella commemorativa dello zar Nicola Alexandrovich fu costruita proprio nel punto in cui il figlio di Alessandro II morì nel 1865.

A nord della Cattedrale di San Nicola si trova il Lycée du Parc Impérial. In origine era un palazzo costruito per ospitare la famiglia imperiale in occasione dei suoi soggiorni a Nizza. Per quanto riguarda il musée des Beaux-Arts di Nizza, esso fu costruito dalla moglie del principe Lev Viktorovitch Kotchoubeï, consigliere privato dello zar Alessandro II.

La necessità di un cimitero portò presto la comunità russa a comprare un terreno sulla collina della Caucade, a sud-ovest di Nizza. Il cimitero ortodosso della Caucade ospita diverse personalità russe, come i membri delle famiglie principesche Galitzine e Gagarin. Il cimitero conta 900 tombe.

Molti altri luoghi attestano questa forte presenza, come il Castello di Valrose, oggi campus universitario che fu proprietà del Barone Van Derwies, magnate russo delle ferrovie.

Nizza, le influenze transalpine 

Se sono rimaste poche tracce del passaggio dei Liguri, il periodo romano è segnato dalla città di Cemenelum, meglio conosciuta oggi come il quartiere di Cimiez, a nord-est della città. All’aperto troviamo ancora rovine, arene, terme, un battistero e il museo archeologico annesso. L’antica città si trovava sulla famosa via Julia Augusta, la capitale della provincia romana delle Alpi Marittime!

Nizza è testimone di una cultura, un’architettura e un modo di vivere latino. Anche se Nizza non fu mai italiana – fu la contropartita data alla Francia per il suo aiuto nella creazione del Regno d’Italia – dal 1388 si sviluppò sotto la protezione dei Savoia.

Questa influenza è palpabile in tutta la città, come dimostrano gli stili, i colori e gli ornamenti in stile piemontese, genovese e fiorentino che adornano il paesaggio architettonico di Nizza. Gli edifici sono ricoperti di intonaco dai colori caldi – giallo o rosa ocra, rosso, blu o verde – e decorati con trompe-l’oeil, affreschi o fregi.

In città diversi monumenti sono testimonianza di questo passato:

Situato di fronte al Cours Saleya, l’attuale palazzo della Prefettura delle Alpi Marittime è stato, dal 1610 al 1860, una delle residenze dei Duchi di Savoia, Re di Sardegna. È stato elencato e parzialmente classificato come monumento storico dal 1996.

Alla periferia del Vieux-Nice, la statua di Giuseppe Garibaldi – generale e uomo politico nato a Nizza – si erge nella piazza omonima dallo stile tipicamente torinese. Garibaldi è considerato uno degli eroi dell’unità d’Italia ed ha avuto difficoltà ad accettare l’annessione di Nizza alla Francia.

Nel 1561, con il decreto di Rivoli, Emanuele Filiberto duca di Savoia impose l’italiano come lingua ufficiale nella contea di Nizza e in Piemonte. Malgrado questa scelta, il nizzardo – la langue d’oc – non venne del tutto soppiantato, ma fu contaminato da numerosi italianismi.

Nizza e la Germania

Se i villeggianti invernali venivano da tutta Europa, il periodo tra le due guerre vide un arrivo massiccio di rifugiati tedeschi in fuga dal nazismo. La persecuzione degli oppositori politici e degli omosessuali portò a Nizza un gran numero di personalità. Per esempio, la famiglia Mann si stabilì qui, così come Magnus Hirschfeld, il primo scienziato che studiò la sessualità umana nella sua globalità su base scientifica. Oggi è considerato uno dei padri fondatori del movimento di liberazione omosessuale e molta gente si raccoglie ancora sulla sua tomba per rendergli omaggio.  

La prima Mercedes inventata a Nizza

Il numero 54 della Promenade des Anglais ha un nome noto: Mercedes.

È infatti proprio in questo punto che si trovava la villa dell’inventore Émile Jellinek, che si era stabilito a Nizza nel 1897. Appassionato di auto e di velocità, l’anno seguente aprì un commercio di auto. Nel 1900, chiese a Paul Daimler e Wilhelm Maybach di progettare un modello completamente nuovo di motore specifico e fece sviluppare il primo telaio di automobile moderna che non fosse una carrozza a motore. Il bolide venne battezzato Mercedes, come sua figlia, e vinse tutte le gare automobilistiche della Costa Azzurra, rendendolo noto. L’inventore, morto nel 1918, è sepolto nel cimitero del Castello di Nizza, situato sulla colline du Château.

Nizza, storia e patrimonio ebraico

La presenza ebraica risale all’epoca greca e si sviluppa a Nizza a partire dal XIV secolo.

Oggi, tra i vari edifici, c’è la Grande Synagogue, situata in centro, in stile neo-bizantino con vetrate di Theo Tobiasse. Il cimitero ebraico si trova nella parte sud del cimitero sulla collina del castello.

Da non perdere, il Museo Nazionale Marc Chagall dedicato al messaggio biblico dell’Antico Testamento in 17 magnifici dipinti.

Naturalmente, la scelta di queste poche fonti di influenza di Nizza cosmopolita è molto restrittiva. La lista potrebbe continuare all’infinito, ma l’arbitrarietà delle scelte è così….

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