Sulle tracce di Henri Matisse

20 Ottobre 2022

Da Nizza, per 27 anni la sua meta di villeggiatura, a Cagnes-sur-Mer, luogo in cui fece la conoscenza di Renoir, fino a Vence, la sua città-rifugio durante la guerra, Henri Matisse ha lasciato un’ impronta policroma e duratura in questa regione a lui tanto cara.

Quando mi resi conto che ogni mattina avrei rivisto quella luce, non riuscii a credere alla mia felicità. Decisi che non avrei più lasciato Nizza e vi rimasi praticamente tutta la vita.

Henri Matisse (31 dicembre 1869 Cateau-Cambrésis – 3 novembre 1954 Nice)

Quella fra Henri Matisse e Nizza Costa Azzurra è una lunga storia d’amore durata 37 anni. Quando nel 1917, all’età di 48 anni, il pittore scoprì Nizza, la luce e i riflessi del Mar Mediterraneo suscitarono in lui un’emozione e una passione senza pari. L’artista, che era venuto a Nizza per curare una brutta bronchite, decise di restare per il resto della sua vita.

A Nizza, il primo incontro con il Sud

Luoghi di residenza

È a Nizza, all’Hotel Beau Rivage, che il pittore inizia il suo primo soggiorno nel Sud nel dicembre 1917. Dalla sua stanza stretta e piuttosto ordinaria, con una finestra aperta sul mare, Matisse dipinse i suoi primi « intérieurs niçois ».

L’Hotel Beau Rivage, che ha recentemente celebrato il suo centesimo anniversario, è una struttura a 4 stelle perfettamente posizionata tra il mare, la città vecchia e il centro. Possiede una spiaggia privata e 114 camere dall’arredamento raffinato e contemporaneo, progettate dall’architetto Jean-Michel Wilmotte.

Successivamente Matisse affitta un appartamento da adibire a studio al numero 105 Quai des États-Unis.
Qui dipinge  Le violoniste à la fenêtre (primavera 1918).

Nel 1921, l’artista si trasferisce in un appartamento in fondo al vivace Cours Saleya, nella Vecchia Nizza (Palais Caïs de Pierlas – 1 Place Charles Félix), dapprima al 3° piano e in seguito al 4°. Dal balcone che affaccia sul mare, dipinge nature morte, interni, nudi e odalische che caratterizzano il suo “periodo nizzardo”. Matisse apprezzava anche il quartiere del porto di Nizza. Nel 1927 si iscrive al Club Nautique de Nice e pratica assiduamente il canottaggio.

Nel 1938, Matisse acquistò un vasto appartamento nel quartiere borghese di Cimiez, all’interno dell’ex Hotel Regina, costruito per ospitare la Regina alla fine del XIX secolo. Sulle pareti della sua spaziosa dimora, l’artista esponeva le sue composizioni in ritagli di carta a gouache. Fu anche qui inoltre che realizzò quelli che decorano la cappella dei domenicani a Vence (vedi sotto).

Oggi l’ex hôtel Régina è un edificio residenziale privato. È catalogato come monumento storico.

Nel 1943, di fronte alla minaccia dell’occupazione tedesca, Matisse lasciò Nizza per stabilirsi a Vence. Fece ritorno al Régina nel 1948. Matisse si spense a casa il 3 novembre 1954. Oggi è sepolto nel vicino cimitero del Monastère de Cimiez.

Un museo interamente consacrato all’artista e alle sue opere

Dal 1963 allestito sulle alture di Nizza, il Museo Matisse si trova all’interno delle mura della Villa des Arènes. La sua facciata rosso ocra e il suo stile genovese del XVII secolo sono magistralmente integrati nel folto uliveto del Parco des Arènes de Cimiez

La collezione, interamente dedicata all’artista, comprende 31 dipinti, 454 disegni e incisioni, 38 gouache ritagliate e 57 sculture. Essa copre tutti i periodi della produzione del Maestro, oltre ai suoi oggetti personali. Visitare il Museo Matisse significa avere il privilegio di penetrare nell’intimità della sua creazione artistica. La vasta collezione spazia dai primi dipinti del 1890 alle carte a gouache della fine della vita di Matisse.

Nel 2023 il Museo Nazionale Matisse compirà 60 anni. Non c’è dubbio che un programma specifico celebrerà questo anniversario come si conviene.

Il Museo Matisse è aperto tutti i giorni tranne il martedì e alcuni giorni festivi. Maggiori informazioni

Una restaurazione straordinaria della gouache Fleurs et Fruits

Per due anni, il Museo Matisse ha condotto un vasto programma di ricerca e restauro sulla grande gouache Fleurs et Fruits. Questo capolavoro di Henri Matisse dà il benvenuto ai visitatori quando entrano nel museo. Il dipinto monumentale è ora presentato in una vetrina adeguata alle sue dimensioni. Questa nuova presentazione ha mobilitato molti esperti a livello internazionale.

Un breve documentario racconta questo grande progetto (video sotto).


A Cagnes-sur-Mer, dal suo amico Renoir

A Matisse piaceva rendere visita al suo amico Renoir nella sua tranquilla dimora di Cagnes-sur-Mer (oggi Musée Renoir).

Immersa in un giardino di ulivi e aranci, la Villa des Collettes fu l’ultima dimora del pittore impressionista Auguste Renoir, che morì il 3 dicembre 1919.

I due artisti si stimavano reciprocamente e Matisse non poté astenersi dal posizionare il suo cavalletto nel giardino di Renoir, nel quale dipinse diverse opere.

Il Museo Renoir è aperto tutti i giorni tranne il martedì e alcuni giorni festivi. Maggiori informazioni


A Vence, il suo testamento artistico

In fuga dalla minaccia tedesca, Henri Matisse si allontanò da Nizza.

Nel giugno 1943 si trasferì alla Villa Le Rêve a Vence.

La villa, con il suo giardino di 2500 m² circondato da alberi e fiori, si trova in una zona tranquilla e residenziale,
baciata dal sole dalla mattina alla sera e gode di una vista sulla città storica di Vence e sul mare. Matisse apprezzava la terrazza fiorita e il giardino dalle essenze mediterranee.

Matisse realizzò qui opere importanti, tra cui le famose Nature Morte aux grenades, Nature Morte devant fenêtre au Palmier e il Grand intérieur Rouge (foto a lato).

Nel 1947 il pittore accetta una richiesta da parte di una suora domenicana, amica ed ex modella che aveva posato per lui. La religiosa gli chiese di realizzare una vetrata per il garage che fungeva da cappella della sua congregazione. All’età di 78 anni, Matisse prese a cuore il progetto e decise di iniziare una nuova costruzione. Volendo creare un’opera d’arte, il maestro progettò l’intera cappella, dalla semplicissima architettura bianca alla raffinata decorazione interna, dalle vetrate ai mobili e persino una mezza dozzina di casule per gli officianti. Iniziata nel 1948, la Cappella del Rosario è stata inaugurata il 25 giugno 1951. L’artista dichiarò in seguito che si trattava del suo capolavoro e del suo testamento artistico.

Le suore domenicane vi accolgono individualmente, in famiglia o in gruppo, per visitare la Cappella del Rosario e la nuova area museale. Maggiori informazioni.


A Saint-Jean-Cap-Ferrat, dal suo editore

Sensibile al fascino di Saint-Jean-Cap-Ferrat, Henri Matisse era solito andare a trovare il suo editore, proprietario di Villa Natacha. Il pittore ha realizzato una vetrata e una parete in ceramica nella sala da pranzo della villa. Alla morte di Alice Tériade, moglie dell’editore, l’intera fondazione fu inviata al Museo Matisse di Cateau-Cambrésis, luogo di nascita dell’artista. La sala da pranzo, che era nota solo agli amici intimi della coppia, è ora ricostruita in modo identico al piano del museo ed è accessibile a tutti.

Pierre Matisse (1900-1989), figlio del pittore, è sepolto nel cimitero della città. Famoso mercante d’arte, Pierre aprì una propria galleria a New York e si adoperò per promuovere le opere di artisti moderni, di suo padre e dei suoi numerosi amici.

(foto a lato: Henri Matisse e il suo editore Alec Tériade nei giardini di Villa Natacha)

La Villa Natacha non è aperta al pubblico, ma a Saint-Jean-Cap-Ferrat, ritroviamo anche le tracce di un altro grandissimo artista. La visita Villa Santo Sospir, decorata da Jean Cocteau è d’obbligo! Dopo diversi anni di lavori di restauro, la villa dovrebbe presto riaprire al pubblico (fine 2022). Maggiori informazioni

“L’eredità artistica lasciata da Henri Matisse è una manna per i nostri visitatori.
Segui le orme del grande maestro lungo i paesaggi che lo hanno affascinato”

Veronica

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